Lascio le mie scarpe bagnate,
passeggiare per la strada a piedi nudi
mi lascia ascoltare quello che
il mondo intorno racconta di se,
lasciare che poche gocce di pioggia
trovino posto tra i capelli
fino a perdersi delicatamente sul viso
come malinconiche lacrime di un'altra età.
La consapevolezza di essere oramai un uomo costa cara,
non te ne accorgi neanche a cinquant’anni
neanche quando trovi un po’di grigio tra i capelli
come costa caro sognare quel che si scrive
e nascondere tra le righe un la leggerezza di un sogno
come una canzone che toglie spazio ai pensieri
lasciandoli senza tempo e senza la possibilità di capire
se erano figli appena nati o già grandi di ieri.
Bella la pioggia,
bella come il sole
bella come un amore
bella come il battito di un cuore
ma solo a piedi nudi lo puoi capire
solo sentendo questa terra lo puoi capire

Quando il respiro sembra poco più
che una lieve inascoltata presenza
di vita e il fragore della città
vicina si riduce al rumore
del vento seducente che sospira
fra gli alberi, la nostalgia ha il profumo
dell’aria tersa dopo il temporale.
Improvvisa la mente lascia andare
mentre il sole dietro il cavalcavia
pervade violento il cielo d’ottobre
con un bagliore arancio. Allora sento
venire il freddo intenso della sera
L’ho vista l’altro giorno per la strada
la signorina Sempre No pareva divertita
sui tacchetti dondolava
colla mano sulla bocca
sorrideva maliziosa
e no, non la smetteva.
Inseguiva un pensiero impertinente
che invece di andare via
tinteggiando le sue gote di pudore
sfrontato le ronzava non nella sua mente
ma dentro, in fondo al cuore.
“E’ da sola ma allora con chi ride?”
stupito si chiedeva chi su di lei si soffermava
ma solo chi la conosce veramente
sa bene che lei mai segue direttive
illusa crede d’aver spezzato le catene.
“Quello no e quello neanche
quello non mi piace e nemmeno quello”
eppure sorride sempre anche quando gira il no
ha mille amici, tanta compagnia
ma spesso con gli occhi lucidi
l’ho vista canticchiare la sua malinconia.
tiziana mignosa
09 2009
scritto il
20/09/2009
alle 01:15
natura, fantasy, emozioni, esoterismo, musica nelle parole, elementi della natura
natura, fantasy, emozioni, esoterismo, musica nelle parole, elementi della natura
Gridalo forte agli alberi
e loro ascolteranno
urla con tutto il cuore
resteranno con te
Piangi la rabbia tua
e ti ringrazieranno
per il dono dell'acqua
che loro porterai
Senti come si perde
l'eco dell'ira tua
nel rebus dei sentieri
tra pini e pungitopo
Non finger mai con loro
lo sai che sanno attendere
ed ogni maschera crolla
sotto l'onda del tempo
Non esitare mai
dì loro ciò che senti
raccontagli ogni palpito
ogni respiro tuo
Poi attendi nel silenzio
respira nella quiete
e sentirai il tuo sangue
che muta direzione
Apriti ai mille sogni
che ti sommergeranno
respirali e saprai
bevili e capirai
Leva alte le mani
e canta il tuo saluto
il sacro cerchio del bosco
mai più ti scorderà.

No, non eravamo ignari del nostro Destino
lo seguivamo invece
sapendo sì che il nostro bagaglio
sarebbe stato almeno il doppio
Ma per gli Arditi dell'Anima
solo una sacrificale speranza
rende giustizia all'Inutilità del Dolore
fattasi pelle disciolta nelle sue stesse lacrime
Mentre tutto divampa
prendono forma gli sguardi persi
e le mani rinchiuse in preghiere senza tempo
diventano tempesta di scarne parole
accecandosi nella lucidità delle angosce sospese
ai danni del cuore
Cupa ma mai inconscia ragione
s'imprigiona in sè stessa
e nel metallo fatto radice
disciogliendosi dal limite invalicabile
diventando per la Pelle
la sua unica Dimora
...e che sia per il Pianto
il suo Unico Canto
- Runa & M* -
lo seguivamo invece
sapendo sì che il nostro bagaglio
sarebbe stato almeno il doppio
Ma per gli Arditi dell'Anima
solo una sacrificale speranza
rende giustizia all'Inutilità del Dolore
fattasi pelle disciolta nelle sue stesse lacrime
Mentre tutto divampa
prendono forma gli sguardi persi
e le mani rinchiuse in preghiere senza tempo
diventano tempesta di scarne parole
accecandosi nella lucidità delle angosce sospese
ai danni del cuore
Cupa ma mai inconscia ragione
s'imprigiona in sè stessa
e nel metallo fatto radice
disciogliendosi dal limite invalicabile
diventando per la Pelle
la sua unica Dimora
...e che sia per il Pianto
il suo Unico Canto
- Runa & M* -
scritto il
19/09/2009
alle 00:31
natura, fantasy, emozioni, esoterismo, musica nelle parole, elementi della natura
natura, fantasy, emozioni, esoterismo, musica nelle parole, elementi della natura
Erba rada e vento forte
sulla piana di Dun Aengus
vecchi corvi appollaiati
sulle mura del Black Fort
è la Morrigan che urla
con la voce dell'Oceano
un ruggito di tempesta
monta salso sino a noi
I mantelli neri al vento
sono frustoli di notte
scorticatisi nel viaggio
sino ai piedi del Black Fort
non temete più i norreni
e le navi del dragone
ci fu tempo per sognare
sotto il regno degli Ard Ri
Ora il mare lava il mondo
col suo alito di stelle
un respiro di scogliera
dentro al cuore del Black Fort
nuovi passi, antiche vie
arcipelago d'incanti
e la lancia di Cu Cullen
a scacciare nuovi dei
E' finito il nostro viaggio
questa sera si fa festa
costruiremo un nuovo cerchio
brilla il fuoco qui
al Black Fort.

Per
iscrizioni e donazioni 2009 c/c postale 68247154






























