
Si Rifondano sul mio seno
salati stagni di Fiati ed Ambrosia
Mi annebbia la ragione la maschera di seta Nera
nella Preghiera sul mio ventre trafitto da memorie
Mi porgo sotto la Visione della tua Fame affilata
..al Vergine dissenso dei Sensi
bruciandomi del tuo profilo infiammato sul petto
mentre supremo t'Innalzi d'Ambrata Luce
e Profumo di Muschio
Fonditi in Me .."Adesso"!
Cosi come Natura t'ha creato
Crudo e Bandito del mio Piacere Terreno
Irrigidiscimi fra le carnose pieghe viziate
e suggerisci alla mia bocca
la sconcia parola dalle sembianze profane
Bandisci il mio Volere
che è struttura parziale di carezze
che è dono ad incombere sulla Lucidità
di un luogo dove la Mente vaneggia
Possiedimi dunque
di quell'Ardore che affluisce sotto la pelle
Con lingua Lavica taglia gli Anatemi Silenziosi
ed Osanna l'Eco del mio stridere vermiglio
mentre grido si sparge soffocando la Musa
ed il Suo Peccato Mortale
-Runa-

Con ancora spalmato sulla pelle
lo sguardo tuo
prima d’andare altrove
afferro per un lembo il mio sorriso.
Pochi istanti
spumeggianti d’attrazione
inatteso omaggio straripante di passione.
Le occhiate s’aggrovigliano
fuggo ma poi ritorno
sorridi accattivante
fiuto seduzione.
E’ gioco effervescente
attimi arroventati stampati sulle gote
e siamo già altrove.
tiziana mignosa
08 2009

Vado per la Tua strada
come per un fiume che si schianta in sè stesso
in frammenti di schegge d'acqua
e cristalli di Flussi di sangue
che si dissetano dai filamenti rossi delle labbra
Vado per il tuo corpo
come per un bosco dove la Luce
ha dipinto i ricami dei sensi
..dove la Mente ritrova la vista perduta
nel sentiero che conduce col suo fiato
alla Vela gettata controvento
..come Inconscio su Ragione
..Come per un sentiero nel Monte del Tempo
che s'illude d'aver traccia calpestata..
In questo modo io vado per la Vita
come un Silenzio assordante
..una parola senz'Eco
nello Stridere dell'ardua Ascesa
dell'Abisso in cui Anima Fluisce
e Cuore ..finisce
-Runa-

E’ caldo vento
sugli occhi schiusi al gusto del piacere
di desiderio soffia
la goccia ghiaccia
che lentamente scivola
sulla pelle ambrata.
Col mare dentro agli occhi
a piedi nudi gioco col capriccio
irraggiungibili desii
sull’oro della sabbia inseguo
sinuose onde d’estasi
goduria, intensa, alla salsedine.
O quando
a notte fonda
complice la pallida signora
languido di stelle e attese
e poi il blu
avvolge col suo oblio ogni cosa.
tiziana mignosa
08 2009
Generi le fusa
che protendo al tuo corpo
specchiandomi
nelle convesse tue labbra
-mietendo di cioccolato
le mie membra in allerta-
Crei l’increspatura
che s’intreccia al ticchettio
della tua lingua
su questa pelle che fonde
-affamato rintocco
da levigare di spumose fragole-
Ansimo di furente desiderio
in giochi di scintille
in questo addiaccio
di maroso velluto
-tu,ardente gemito
incollato alle mie labbra in attesa-


Per
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