Le dolci lacrime della mente collassano, si dimenano in brividi raschianti che soffocano le paure.
Paura per la paura di aver paura e lampi schizzano come sangue dalle vene di un suicida che ha trovato la soluzione piu ovvia.
Lente troppo lente, le emozioni che attraversano il binario, binario della vita che si tronca in fine ma il treno passa, non si ferma a nessuna stazione dell’inconscio, passa e travolge cio che trova sui binari, passa e travolge la vertigine di un passato mai incontrato e sfiora un futuro troppo lontano per arrivarci. Lontano come le sponde del fiume che sta sotto di noi, un fiume di paura, un fiume di terrore che porta con se la piu grande sofferenza e allontana la morte che aspetta a braccia aperte il corpo inerte dell’uomo timorato e di quello che aspetta la sua fine guardando in faccia l’irrealtà della vita vera alla ricerca della porta giusta.
Porte chiuse, porte chiuse in ogni istante, porte chiuse in ogni luogo porte chiuse davanti a me. Le porte spalancate sono sempre troppo lontane, lontane come la voglia di vivere in un guscio come difettoso, un involucro scadente di carne vecchia come la speranza per un burattino di non essere scartato.
Fili, che si stendono e si contraggono, fili che ti avvolgono e che ti comandano ma le ombre restano sempre, le ombre non abbandonano nemmeno quando arrivano le complicazioni.
Complicazioni dello spazio, complicazioni nell’uscire dalle complicazioni, complicazioni nel ritrovare una vita persa e complicazioni di uscire dalla vita stessa. Ma l’uscita resta sempre sotto, troppo sotto, profondamente sotto, in un posto troppo lontano per essere raggiunto.
Ci ricorderemo di te in un immenso mare di silenzio e tutto tacque.
la sabbia infuocata dal sole
mi separa dal fresco del mare
così come una lastra di ghiaccio
ci divide dal nostro amore
Come mangiatori di sapone
troppe volte, noi, sputiamo bolle
Cangianti involucri colmi d'aria
che irretiscono gli sprovveduti
esplodono sul viso atterrito
di quanti prestano orecchio attento
soffiamole sul desco lisciato,
una accanto all'altra a costruire
disegni e forme che aria non sono
costrutto di sensi e sentimenti.
stendiam senza orpelli sul foglio
il pensiero che nasce dal cuore
fermiam quelle parole si vacue
lasciando scorrer pensiero vero
versiamo il nostro inchiostro di seppia
per riempire i cuori, non i fogli!
ho tolto la polvere e ho messo in fila i ricordi ordinatamente,
come tanti soldatini, ognuno con la sua piastrina
ora che finalmente ho il cervello libero
e che ho archiviato il passato,
non ho più niente da dire
non mi ricordo più
niente, vuoto
a rendere
a chi?
Bayeux è in Normandia, vicino alla zona della sbarco.
Poco distante della piazza c'è un mulino ad acqua ancora funzionante.
Mi siedo sul muretto ad ammirare, mentre un gruppo folk suona, la gente canta...
Guardo l'orologio e mi accorgo stupita



Per
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