arranco la notte
sui marciapiedi di terra
e di sangue rappreso a
cui predicare il silenzio
e l'infettivo pensiero
che mi vomitasti addosso
nelle ore di letto e dolore-
gratto con l'unghia
quel destino che mi fa zavorra
ed ansima sul petto
-perdo il desiderio
ad ogni sportello che tonfa
come accetta sul tempo-
se fossi più rosa
sarei la spina che sul palmo
segue la linea di una vita
putrefatta da lacrime
se fossi meno dolente
crederei nelle tue illusioni
rendendole mie
in questa danza di ossa
e preghiere-]
Usando le speranze a lungo
scucite di scurume agli enzimi
redivivi, nutro la morte
delle mie, ti squamo come
arnese di bilanci e di rese
nel crogiolo di epidermica
fiacchezza, che inonda
il debito ai primi stenti.
Vesto la voglia di un clangore
alieno che non meriti ma ti
si aggrappa, dissodando i nervi
-la perpetuazione
va svanendo dell’atto ma più
del motivo-
Come un officiante aduso
alla sua messa nera
potrei estinguermi di soli rimorsi,
stilettando le reliquie del tempo
terminato, nell’indecenza,
nel cieco bagliore di un godere che non
viene, ma si allontana ad ogni
fiaccola accesa, come un fottuto spettro
nello strapparsi apparente della sera.
Morfea77&Dax82

*photos from web

Letizia
Celebrerò di te
mattini con sorrisi
aperti a cielo
e nuvola soffierò,
perché possa tornare
istante a bagnare l’aiuola.
Eden
dove han fiorito verbene
su crollate fortezze.
Lì ho voluto ritrovare
profumi d’amore
scavando nodi celati.
Sensuale arco flesso
stringo sguardo
eccitata a lanciare
bocconi piccanti
in libido nido
e a morsi spezzo
piacevole tempo
d’erosa letizia.
copyright by
Bianca Casti
amore, amanti, attimi, anima, attrazione, assenza, affetto, -amore, -poesia, autore di rosso venexiano, -anima
e ritrovarlo in mille tuoi sorrisi,
liberarlo per te da ogni groviglio
accumulato. Dai petali intrisi.
Guardiamo insieme il cielo questa sera,
come se proprio oggi fosse la prima
volta, come se fosse primavera
per me e te, senza maschera o lima.
Vorrei dimenticare ogni esperienza,
ogni bruttura che inspessisce la scorza.
Senza sforzo o timore donar tutto.
Donarti il bene che ho dentro, senza
farti del male, questa è la mia forza,
cogliamo acerbo questo dolce frutto,
adesso.

© photos by Ragno000 [vietato copiarla]
Grani di stupore
scorrono lenti sulle nocche
rovesciandosi sulle vermiglie unghie
divinami in verbo
che i miei fianchi
ti sussurrano
brivido sulla pelle
al rovescio del canto
che nella notte screma
nel sostituto
del tuo agonizzante piacere
ho ombre sulla vacua pelle
mentre l’arsura del peccato
si marmorizza
pregno di silenti
voragini
che al buio mi urlano
saliva sacra
a gorgheggio impellente
sodomita della mia impronta
gocce dolci di quel sangue
che mi baciò a tradimento
e tendo le reliquie
di un rituale che mi sfama
in ripudio
sono la sconsacrata
l’infante vorace
l’eresia divorata
-che sussurra alla notte
il cilicio dei pentiti-
Coprirò con mantiglie di sangue
questo mio diafano corpo
-purezza satanica
che si flette alla luna-
Dipingerò le labbra
con la polpa di fragole
-bocca del peccato
stupendamente disegnata-
Eseguirò arabeschi di kajal
per farmi invadere
-da penetranti occhi
come di mare in burrasca-
E sentirò le tue dita
forgiare il respiro
-sui fianchi e nella liscia duna
del mio fiore di carne-
Mentre sospesi nel vuoto
ci scopriremo
-perdendo le foglie sdrucite
del tempo che brilla-

© Ragno000 [vietato copiarla]
Le tue mani a coppa,
che colano carezze,
graffiandomi di miele
il seno
Le tue labbra avide
che rapiscono pensieri
e sussurri inesplosi
sulla mia bocca in attesa
La tua carne
che mi modella
tormentandomi lenta
in umidi approcci
In simbiosi
di eternati respiri
ci regaliamo ansimi
creando tempesta
Mentre la notte si crea
noi ergiamo templi
di votiva passione
conclamandoci dei

*photos from web

Per
iscrizioni e donazioni 2009 c/c postale 68247154





























