Soffio impetuoso, su l’angosciosa vetta
inchinate a lui, serve, son le alte fronde
inciso ed improvviso, come l’accetta
miete l’incanto d’un tempo senza spazio
Danzanti for da la lor culla, cadon giù
i puri figli nella bufera sua
in un dolce turbinio di decadenza
Scaturenti in voi o sciocchi, desii al più;
pur la morte sboccia da la furia sua.
Soffocante, tormenta, è ‘sì la su essenza
Ribollir di sfida cova ‘d aspetta
pe’ color ai quali timor non infonde
pe’ gli altri, creator di tomba in su la vetta:
Mirate e godete il portator di strazio
un bocciolo di rosa tea giallo
è sbocciato folgorando il cielo, nonostante
l’arido sito dove la madre
amorevole lo ha nutrito di niente
l’amore tra di noi continua
con l’incipit dell’autunno, nonostante
il tempo inclemente del cuore
abbia appesantito i passi
l’anima ha ripreso a volare
lassù in cerca di nuvole, nonostante
il deserto della ragione ricerchi
nuova linfa a cui attingere
le dita tamburellano impazienti
attendono l’arrivo di parole, nonostante
il silenzio abbia ammaliato
il desiderio rimasto inespresso
l’incedere riprende ansioso
verso un inverno alle porte, nonostante
la neve nei capelli suggerisca
la calma di un più quieto procedere
Rarefatto è il mio sogno d'amore,
con intensità di momenti eterni
e di voragini in perdizione,
che si alternano tra abissi di niente.
I miei occhi nascondono la luce
e privo di parole abbraccio la morte,
senza pudore ne innocenza,
metto a nudo la mia anima,
corrotta dallo squallore dell'inganno.
Guardo l'infinito d'amore,
sento ogni piccolo dolore graffiarmi il cuore,
la tenerezza sfuggirmi dallo sguardo,
l'abbandono cancellare la mia memoria.
Cerco il mio essere infinito,
eterno,
che si espande,
con l'eco di sentimenti inutili che ritornano,
pervasi da una misera essenza infinita
che mi rendono disperato e inerme.
Infinito sarò! Per sempre infinito.
Come distese di spiagge abbandonate,
come immensità di un mare che si dissolve,
come sangue nel corpo che inonda le mie vene .
È soltanto un sogno pensare che io sia infinito?
Lo stesso mio rincorrere?
Il lottare?
Lo sperare?
Il commiserarmi e l'esaltarmi,
dipingono di nulla la mia dimensione finita.
È soltanto un sogno sperare?
Io non mi arrendo!
Ti amo!
**ghiro**

Ho scritto parole e parole d'amore
tutte quelle sospese tra righe invisibili
di pagine strapazzate dalla mente
tutte quelle agganciate ferocemente
al cuore spremuto di ogni sua goccia di miele
ho scritto parole e parole d'amore
come il mio fuoco nella luce..
come mantello di piume leggere
ad innalzarmi in voli di delizia
Ho scritto dell' amore
del mio amore
di quello che sono disposta a dare
per riuscire a tenerlo stretto
di quello che ha preso di me per sempre
lasciandomi pioggia dentro
dei miei occhi stampati e cuciti
in altre anime sole
della mia anima ridotta a uno straccio
a strusciare su pavimenti di marmo
per tutte le volte che si è nascosto
e non si è fatto trovare..
Ho scritto parole e parole
a riparare crepe e solchi del nulla
tutto il mio amore
tutto il mio tempo
tutta la vita
tutto l'ardore
che ci ho messo per far rinascere,
sostenere il battito
e sentirlo pulsare forte
come voce che canta
di poesia.
sto male
seduto davanti ad un bianco alienante
guardo lettere come simboli a me sconosciuti
che dita ritrose rifiutano nei gesti consueti
invano motivate da una stanca volontà
sto male
l’anima ormai svuotata da ogni ricordo
in un angolo mucchietti di parole inespresse
giacciono accartocciate, dimenticate appaiono
come oscene ferite che lacerano il bianco
sto male
neanche la luna può ormai raccontarmi
rifugge la mia anima il contatto delle stelle
il bianco riflette come specchio la mia angoscia
seduto in attesa di un altro me stesso
urlo il mio silenzio

Per
iscrizioni e donazioni 2009 c/c postale 68247154





























