
Langue l'anima
slegata dalla tua
langue la pelle
distaccata dalla tua
langue la bocca
privata del tuo respiro
langue la lingua
...
Senza l'essenza
del tuo fiore
l’acqua del fiume scorreva lenta attorcigliandosi in pigri mulinelli,
seduto sulla sponda, lo sguardo fisso al niente,
attendevo un evento che desse senso alla vita sino allora vissuta
solo lo sciabordio del fiume teneva desti i miei sensi
non so quanto tempo ho trascorso così, sulla riva di quel fiume
i mulinelli inghiottivano i cadaveri dei miei anni ormai consunti ed erosi
ma attendevo, sicuro che il nemico di lì a poco sarebbe passato
lo vidi arrivare, finalmente, e lo seguii con lo sguardo: ero io
soddisfatto lasciai la riva di quel fiume e me ne andai
ora ,seduto sulla sponda di un altro fiume
attendo che passi il cadavere dell’ultimo nemico: il tempo
ma forse è già passato e non me ne sono accorto
Si leva forte il richiamo dell'aria che fugge lontano
giovani ali ormai forti scudisciano il cielo di latta
il sole è una pesca succosa ma ormai un pò passata
e sorella notte rosicchia ogni giorno di più
il lenzuolo ramingo dell'alba che leva il sipario
sulla nostra commedia
Non han fretta le foglie
stanno bene lassù tira aria e un pò si respira
è al livello dell'uomo che l'aria si fa come gomma
come suola da poco prezzo disfatta all'asfalto
nel bitume bollente di ruvida afa solinga
di città indifferente e svuotata
Non è tempo
non è ancora tempo di cogliervi in fila un mattino
silenziose un pò goffe ad attendere un segno
rugginoso segnale di foglia che fugge nel vento
ad alzare la testa di nuovo verso le vecchie strade
cominciando a sgranchirvi le ali
Nella prima bruma d'autunno vi ho salutato
abbronzata, gioiosa legione intraprendere il viaggio
senza invidia ho seguito il corsivo d'inchiostro di vita
che col vostro vestito di piume tracciate ogni giorno
buona strada e buon vento
senza paura o pianto
Il mio vecchio mantello di lana
ed un nuovo mantello di nebbia
per avvolgere il quieto silenzio dei passi
nel mattino fugace
e nel caldo tepore
del lontano sorriso del sole.
quando la notte avrà uno spazio
dove il tempo sarà dedicato anche ai sogni,
chiederò alla argentea compagna di non essere gelosa
dormirò, sognerò o vagabonderò sulla spiaggia
intessendo col mare nuove notturne amicizie
tra scogli e riflessi argentei delle onde
ora che la meta piano si avvicina
e con lei la speranza cresce fino al parossismo,
stupidamente mi volto indietro e provo a contare le notti
mi perdo e chiedo soccorso di nuovo a te, Luna
confondimi e sorprendimi fino all’ultimo,
ci rivedremo sotto un altro cielo