
lunga assenza la mia vita altrove
generando arborescenze sul mio vestito liturgico
ancora odoroso di camera d'albergo
e il supremo dei sensi a toccare l'immenso spessore
del passato, trapassato dallo sguardo allucinato.
tra le cave pareti del cervello raggiungo il mio culmine:
balzi improvvisi nei luoghi muti delle distanze attraversate.
Vado nella notte solitaria, per le case vuote e i vari regni
dove vive il vero pericolo: veglia e sonno, morte e resurrezione,
metamorfosi affidate ai talismani azzurri degli dei.
"E io ci provo a scriverti, amore cercato e non ancora legato con tutti i miei lacci di tenerezza.Lo faccio con le parole che l'inchiostro non scrive, i tasti di un computer non battono e che non stanno buone neanche se le chiudo dentro una bottiglia e le affido al caso e all'acqua del mare. Uso invece le parole che abitano silenziose dentro di me, che su di te fantasticano e di te mi suggeriscono tracce. Sono loro che mi raccontano dei tuoi occhi neri e stretti che certe volte salgono dritti al cielo e si fanno azzurri o si nascondono nell'insalata del piatto e si bagnano imprevedibili di verde. E così ti vedo passeggiare sulla sabbia pesante d'inverno, una sciarpa stretta al collo, oppure in camera, allungato con le scarpe sul letto che guardi il soffitto o che ridi e divori di allegria una pizza calda con la mozzarella che fila. Penso che la mattina sei lì che ti chiedi dove sono, quale buca sulla terra mi ha inghiottita finora, quale siepe mi nasconde ai tuoi occhi. Ti chiedi se ho la faccia rotonda di bambina o spigolosa da gatto, se mangio sfottente schifezze o se sono sempre a dieta e cosa vedo nello specchio quando mi guardo. E ci provo pure io, cosa credi, a scivolare in punta di piedi nella tua camera, accarezzo gli oggetti che non sai buttare. Sono sicura che sul tuo comodino c'è un libro e vorrei che fosse Il Piccolo Principe, con le pagine consumate dal leggi e rileggi. Tu forse sei nel punto opposto del mondo e parli un'altra lingua, ma se scavo e scavo, da qui, dove sono ce la faccio a sbucare dove sei tu e magari ti trovo. O invece abiti al terzo piano del palazzo di fronte e io che non lo so, ho già urtato il tuo sguardo sull'autubus. Però io da qualche parte lo so che ci sei: un francobollo, un indirizzo, non ce la fanno a trovarti, però possono farlo le parole lasciate navigare dentro di me, sospese alla coda di un aquilone o che girano in tondo dentro una boccia di vetro con un pesce rosso. E so che non posso sbagliarmi, non posso lasciarti scappare in questa vita e se questa non bastasse, stanne certo, ti scoverò nel punto dello spazio e del tempo che ti nascondono. E già adesso, comunque, ti amo"

Lentamente
M’immergo
Nell’io
Più
Profondo
Svuotandomi
Ad ogni
Sussulto
E
Mi lascio
Andare
Nell’oscurità
Infinita
Della
luce
non resteranno tracce
dei giorni solo parole
scritte sull’acqua
a risalire le ore
del sangue
il vortice del vuoto: solo le stimmate
parleranno
dell’amore che hai dato

Abbiamo vissuto il Nostro Amore
Di là dal Sogno e del Tempo
Anime affini erranti sulla Terra
Nella vita, dove cammino, ogni angolo ti tira fuori dalla mente,
come quando entro in un supermercato qualsiasi,
agguanto al volo il cestino di plastica e marcio agguerrita per i corridoi per poi bloccarmi,
davvero bloccarmi, davanti al reparto surgelati.
Immobile come un fermo immagine, con la gente ignara che mi scorre accanto indaffarata
e io ferma, schiacciata da una mancanza troppo forte per poter convivere con il movimento.
E la musica, piu' di tante altre cose, mi precipita nel lago scuro dei miei ricordi con te:
mi ci schiaffa dentro senza gentilezza, e io annaspo. Una tristezza incredibile mi avvolge,
lasciandomi immobile davanti ai fagiolini congelati, incapace di riprendermi.
Mi si chiudono gli occhi; troppo forte e' la nostalgia, troppo recente il non averti piu'.
Il ricordo di te e' una cappa di tristezza nera e pesante, uno strato oleoso e denso di cose perse,
di rimpianti, di rimorsi. E io mi ci crogiolo dentro, in questo mare nero.
Un mezzo sorriso si affaccia sul baratro del congelatore,
perche' questa sensazione e' l'unica cosa che mi resta di te, ed e' preziosa.
Ascolto la musica combattuta fra il desiderio che finisca presto e quello che duri all'infinito.
Ascolto ed e' come se potessi ancora scriverti le mie follie ed aspettare una tua risposta....

Per
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