vanificano ancora desiderio..,
steso mi lascio trascinare dalle stelle
e ti bacio nei miei pensieri in piena.
I tuoi occhi incandescenti
mi fanno ancora sorridere,
la tua vita mi fa ancora ricordare
la bellezza straordinaria del tempo
che ci porta lontano da questa ridicola
sopravvivenza da navigare.
Stringimi forte sotto i tuoi seni
e porta le mie mani ......
lungo la strada dell'essere
tra paura di amare
e voglia si vivere.
Ricordi ridondanti
offuscano il mio sentire
ora una voce lontana
compagna di lunghe notti insonni
dei desideri incoffessabili
sa come farmi volare
sempre più in alto
tra sentieri e tralicci
di rimarginate cicatrici
lasciandomi assaporare
il dolce piacere
dell'essere amata.
Brassen&Itaca76
arranco la notte
sui marciapiedi di terra
e di sangue rappreso a
cui predicare il silenzio
e l'infettivo pensiero
che mi vomitasti addosso
nelle ore di letto e dolore-
gratto con l'unghia
quel destino che mi fa zavorra
ed ansima sul petto
-perdo il desiderio
ad ogni sportello che tonfa
come accetta sul tempo-
se fossi più rosa
sarei la spina che sul palmo
segue la linea di una vita
putrefatta da lacrime
se fossi meno dolente
crederei nelle tue illusioni
rendendole mie
in questa danza di ossa
e preghiere-]
Usando le speranze a lungo
scucite di scurume agli enzimi
redivivi, nutro la morte
delle mie, ti squamo come
arnese di bilanci e di rese
nel crogiolo di epidermica
fiacchezza, che inonda
il debito ai primi stenti.
Vesto la voglia di un clangore
alieno che non meriti ma ti
si aggrappa, dissodando i nervi
-la perpetuazione
va svanendo dell’atto ma più
del motivo-
Come un officiante aduso
alla sua messa nera
potrei estinguermi di soli rimorsi,
stilettando le reliquie del tempo
terminato, nell’indecenza,
nel cieco bagliore di un godere che non
viene, ma si allontana ad ogni
fiaccola accesa, come un fottuto spettro
nello strapparsi apparente della sera.
Morfea77&Dax82

*photos from web

Ora il tempo è un grappolo di nodi,
intreccia l'ore a costruir la rete
ove imprigionati cadono i pensieri.
E' silenzioso il suo fluire
e inarrestabile lo scorrere
di palpitanti attese...
Sospeso tra le invisibili corde
che giorni senza luce han tessuto
lento si offre alla speranza.
Arrendevole rifugio che riaffiora
tracciando un profondo solco,
sulla sofferta ombra...
E’ nel flauto dei ricordi
il teorema a sciogliere ogni nodo,
a dar respiro alle prigionie.
E’ remota ruga
intinta di effimeri bagliori...
Rosemary & Grisby
Voluttà delicate si scaldano in furente calore
gocce sinistre solcano pelli adamantine
e come diamante ci graffiano d'Amore
così sfaccettati e unici nella fame
carezze tenaci d'amanti voraci
e poi ancora lingue pastose e fruscii di labbra
godiamo di umori e del denso che inebria
e dei movimenti come tellurici ansimi
poi tutto si blocca in statica fisica tensione
fra occhi sbucciati nelle tenebre dei respiri
suggiamo - inversamente avviluppati - l'inebriante sapore
muschiata ebbrezza che ci saliva nenie
e poi, insieme, ci scambiamo fluenti orali piene
parole a mescersi assieme all'umidore che frizioniamo
parole che suonano liquide odi e che dicono indecentemente: "amiamo"
sfumandoci appena nelle notti avvenire con lenzuola agrumate e respiri di miele
non ci turba il fiele, ne lo stridente che all'amare succede; ma come placide vele...
solchiamo le ore e ne facciamo boa d'attracco
ancorandoci ad un sogno evanescente di Giugno.
Aldoplus79&Morfea77

* photos by web
Senti quei colpi di martello
sulla carne, risuona
il legno prima lenti e precisi, poi
straziano il ventre
ha trovato il morbido il chiodo
che trafigge senza sangue
spine di parole
cucite sulla bocce
ascoltano il silenzio crocefisso
ultima luce di un deserto di pietra
che respira le intese.
1
Letto tiepido. Un piede scalzo sotto la coperta di lana. Il calore che scende tra le righe della pelle, fino ad arrivare dentro le ossa. Le mani umide, il freddo evaporato nel sudore.
Una maglietta di cotone rosa, impigliata sulle scapole, traccia sulla schiena una piega dolorosa, da poter ricalcare nell’acqua fredda, al mattino. La figura di lei spesa sul materasso. Quel ricamo giovanile sulla stoffa e il seno curvo, premuto sul cuscino. Le gambe slacciate su un acquerello, dove la tela cuce il movimento leggero, sulle sue labbra dure. Anche e gomiti scrosciano, come aghi, tessendo il sonno. Un sonno che si infila nella camera scura senza far rumore.
[Ci sono forme di fiato
roridi filtraggi di luce
a sedimentare nell’alba
e la mia pelle ti cerca
avanza nelle cuspidi
di questa notte che si fa inizio
Sento ancora quelle dita percorrermi
lavarmi di piacere
nell’attimo poco prima del sonno
-e si fa giorno
sull’inchiostrata avarizia di labbra-]

Per
iscrizioni e donazioni 2009 c/c postale 68247154





























