(la realtà e diversa come lo è la vita !)
(…sono le regole che tutti ci inventiamo...)ho dei dubbi?
(…i principi morali che spesso si abbondano nel cervello...)forse si!
illumino il tuo viso
così dolce,
emi incanto
ad osservare i tuoi occhi
da me quasi sconosciuti.
Se osservo la luna
Rivivo, quei piccoli frammenti di vita
vissuti al tuo fianco.
Sembra quasi fosse adesso
quando il mio cuore batteva forte
al sussurrare ti amo.
Se osservo il mare,
ho paura;
perché penso a tanta lontananza
che ci separa,
a quell’azzurro troppo vasto.
Eppure abbiamo fatto l’amore
davanti a lui.
Ma forse
è proprio per questo
che a volte affogo.
Se osservo i boschi,
mi sembra quasi
di averti tra le mie braccia,
sfioro la corteccia
come se sfiorassi il tuo corpo
annuso le foglie
come se annusassi la tua pelle
raccolgo i loro frutti
come ogni giorno raccolgo le tue parole.
E ogni giorno
non è mai lo stesso
perché ti amo.
Se osservo le stelle,
non faccio che piangere
perché vorrei afferrarti
e portarti via con me.
Si amore mio
ti voglio
voglio la mia stella
voglio te
la stella più bella
che osservo ogni sera
con le lacrime agl’occhi.
Ma io non mollo
continuo ad osservare
tutto ciò che mi circonda,
con pazienza
e tanto amore
per te.
***ghiro**
Rieccomi a cercare di scrivere i miei sentimenti verso di te, di farti sentire tutto l'amore che ho per te.Diciotto anni fa ancora non ti avevo abbracciata, non ti avevo nemmeno vista, solo un vuoto grande dentro me, mi sentivo derubata e sola, già mi mancavi.
Mara, quante volte hai voluto sapere della tua nascita, i primi filmati, quel tuo arrivare all'improvviso, lo scompiglio e la mia paura.
Ricordo tutto sai?
Quel 31 ottobre era un giovedì freddo e piovoso, ricordo che stavo male, pressione alta, lo sai che la tua gestazione è stata sempre a rischio, tanta è stata la paura di non poter arrivare alla fine, paura di andare incontro a un'eclampsia
La rottura delle membrane mi ha colto all'improvviso, non era così che doveva andare, e non così presto!
Durante il tragitto verso ospedale pensavo a una mia collega, ricordando un aneddoto poco simpatico, non ridere, ma veramente per me era un incubo.
Vilma era nata il 2 novembre, come consuetudine di reparto in queste date si regalavano dei fiori, peccato che la caposala arrivò un con un enorme vaso colmo di crisantemi!
La festeggiata scoppiò a piangere e a urlare, a nulla servì rassicurarla del fatto che in Giappone era il fiore dell'amore, Vilma continuò tutto il giorno a singhiozzare disperatamente.
Ecco io non volevo farti nascere il 2 Novembre!
O prima o dopo, questo era garantito.
Per tutta la notte abbiamo parlato in silenzio io e te, cercavo di aiutarti ma il mio corpo non voleva lasciarti uscire, geloso e possessivo ti voleva per sempre dentro di se.
Alla fine stremata e delusa mi arrendevo al secondo taglio cesareo.
Così ti hanno strappato da me, sotto fredde luci e con violenza, non c'è stato il gioioso coinvolgimento della salaparto, il mio primo abbraccio e nemmeno le mie lacrime liberatorie.
Quando sono uscita dalla sala operatoria c'era papà che mi aspettava, lui si, ti aveva vista e ricordo che riuscì a farmi sorridere dicendomi,
"è bellissima e ha il pannolone che le arriva alle ascelle".
Ho dovuto aspettare fino alle dieci prima di vederti e scoprire che eri quella che io sapevo da sempre.
Mara, come sono corsi questi anni, quanta nostalgia che ho di te bambina, quel tuo crescere del quale io ho vissuto, ora sei grande e devo lasciarti andare.
Lo so da sempre che sei una persona meravigliosa, da sempre so che non sei mia, la vita ti aspetta e io sono ferma in questa casa-nido pronta ad accoglierti se ne avrai bisogno.
Buon compleanno Amore
Soffio impetuoso, su l’angosciosa vetta
inchinate a lui, serve, son le alte fronde
inciso ed improvviso, come l’accetta
miete l’incanto d’un tempo senza spazio
Danzanti for da la lor culla, cadon giù
i puri figli nella bufera sua
in un dolce turbinio di decadenza
Scaturenti in voi o sciocchi, desii al più;
pur la morte sboccia da la furia sua.
Soffocante, tormenta, è ‘sì la su essenza
Ribollir di sfida cova ‘d aspetta
pe’ color ai quali timor non infonde
pe’ gli altri, creator di tomba in su la vetta:
Mirate e godete il portator di strazio
dolce tepido mare mio
che dagli azzurri e blu
il verde succhi e ti riempi
gli occhi brillanti per schiarire
le mie notti insonni
quando ti aspetto nelle onde
che ti portano e riportano via.
Lascia che la mia chiglia
profonda ti solchi a frangere
la marea e mareggi oltre
l'altra semplice scia
che giammai si cancella.
Profuma di altre essenze
questo legno e d'altri salmastri
la tua ondata che ora monta
lambisce e bagna
la riva di questa nostra vita
che ancora cerca un senso
nel sogno che ci prende.

Per
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