Lasciami seduta,
all'alba del mattino
ad osservare l'increspatur delle acque
sull'infinito fiume del mio cuore.
Silenziosa,
conto i battiti scanditi dalle lancette del tempo,
nascosto dietro un velo di solitudine
ed invoco,
alzando lo sguardo al cielo,
il sacrificio delle mie lacrime...
E piango disperata
maledicendo il mondo
per ogni suo spiraglio vuoto
e per quella luce
che a tesa mano cerco...
Io
che resto immobile
all'imbrunire della sera,
tra i muri bianchi di questa dimora
così stretta... così scura...
E vorrei gridare
urlando al Dio
che non è giusto...
non è giusto questo mio dolore eterno...
Ed ancora, ancora una volta
cado in ginocchio
davanti alle porte dell'invisibile
volendo strappare queste mie catene eterne,
come quel disperato prigioniero
che lotta... e lotta ancora
tendendo la sua mano
ormai stanca,
verso un cielo
tinto da grige nuvole...
Abbasso lo sguardo...
ed a palmi chiusi
stringo la tua lettera,
reprimendo in me le parole...
la porto al petto e chiudo gli occhi...
è solo un ricordo... solo un ricordo.
Autore » © Sanredsky
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