Bacia la luna,
lambisce tumide porpore.
Tornado che succhia e nutre dei satiri il ventre,
d’amor vitale ha
il tumultuoso volto.
Stregato da ruscelli mielati
fino a strappar lembi in cui,
tenebrosi, notturni cieli
inducono il destino
in affanni.
Garbato riappare
a mostrar chiara la luce
su colui che cinse l’alba di macchie rosee
in diurni, dorati gorgheggi,
e in orni di foglie leggere nel bosco,
che avanza
in suoi vortici,
poi,
si tiene lontano.
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Bianca Casti
Autore » © Bhaky
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