scritto il 05/12/2008 alle 02:47
amore, malinconia, desiderio

Più della metà delle clementine era finita nel tragitto nonostante non fosse stato un viaggio troppo lungo nè avessero fatto ritardo. Appena arrivati e scesi per ammirare le bellezze che la città offriva, li colpì subito il gelido freddo che regnava sulla città; quel freddo che quando respiri e sbuffi ti fa vedere la nuvoletta bianca. Si divertiva a cercare di creare quegl'anellini di fumo che alcuni riescono a formare con il fumo delle sigarette, ma così, senza nicotina e con un semplice respiro espulso dal corpo, non ci riusciva. Le ore passarono in solitudine, a camminare ed a guardare formiche correre in mille direzioni con buste di regali natalizi nelle mani. Formiche vestite con neri cappotti, pesanti giacconi e lunghe sciarpe, cappelli di lana e guanti che scorrazzavano per le vie del centro città. Lei li guardava, li osservava, annotava ogni suo pensiero accanto ad un Rosa d'Inverno dal gusto di pesca ed albicocca che la riscaldava. Riempiva foglie e pagine intere di pensieri, di impressioni, metafore dell'attimo che viveva; avrebbe voluto essere altrove, in quelle lontane terre di epoche remote in cui principesse e favole esistevano, epoche in cui i grandi saloni barocco e rococò ed illuminati da lustri di Murano, ogni sera si rimpivano di gente interessante e colta e su un walzer magari si poteva chiaccherare di dolce amore, di nobili sentimenti, ed arrossire ad un complimento inaspettato. Avrebbe voluto essere da qualsiasi parte, con il suo principe azzurro che chissà dove stava... In meno che non se ne dica, era a casa, finalmente. Maledizione, faceva freddo anche dentro le mura domestiche, i riscaldamenti erano appena stati accesi. Ma andava bene così, si strinse vicino a lui sul divano e coccolati dalla copertina blu, quasi si addormentarono davanti alla miseria che offriva il tubo catodico. "Ho freddo....." disse tremando. L'abbracciò forte a se, accarezzando i suoi capelli lisci e morbidi, si rannicchiarono come due cuccioli in cerca del calore della mamma, tirando le coperte sù fino al collo. Erano due piccoli vermi sotto un gelido piumone. Non avevano mangiato ne bevuto nulla quella sera, la stanchezza li portava via con le sue braccia a mo' d'appoggio. Stanchezza e stress, fatica e freddo, un misto di sensazioni negative che li fece addormentarsi solo all'alba, rannicchiati vicini, serenamente, stringendosi le mani senza lasciarle,

fino al mezzo del giorno


Autore » © fallenfairy
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Commenti
#1   05 Dicembre 2008 - 05:44
 
è sempre piacevole leggerti

baci baci iry
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#2   05 Dicembre 2008 - 12:19
 
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#3   05 Dicembre 2008 - 17:03
 
piacevolissimo questo breve racconto
ciao
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#4   06 Dicembre 2008 - 15:39
 
bella lettura
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commenti (4)




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