Gocciolano duri frutti al sole svelando steli di betulle e nubi di porpora senza volo al nebbioso dolore che incanta nel fruscio dell’io. Cammino con passi di gatto su tavole profumate di vecchio arrivando la dove i segreti scalzati camminano liberi. C’è vita in questa soffitta, ascolti parole lasciate distese sui fili di ragno, respiri calpestati alla deriva dell’inquietudine. L’incoscio incomincia a pescare nel fragile suono del rimpianto, il timore assale ombre fuggitive negli abissi della rabbia. Nello scrigno del sapere una foto sbiadita, colori riflussi dal tempo piangono sogni lasciati alla pioggia, guardo lo scatto d’un sogno violato fra i rumori che crescono nella mia pelle,mentre il lento scorrere dei minuti ringhia ancora tra i denti.























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