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Quasi a togliermi così, di dosso, quel tuo commento dell'altro giorno, quella diplomazia che fascia la vita rendendo amorfo il dovuto, il senso delle cose, e vuote le parole se l'appello è nominale alla lettera acclusa, agli elogi non meritati, o alle perizie grafiche dei connessi. C'è vita e vita, e quella dei forum non è detto che sia peggiore dell'altra, di quella che vivi quando passeggi per le vie del centro e le vetrine restano ancore accese alle intemperie, e tu con l'ombrello in mano. Eggià, come un fiore che attraversa il Rubicone, la barca vi ritorna talvolta più carica e altre più leggera, come scarpe bagnate, poco o molto, ma è solo riempitivo di una zavorra repentina che poi ammorba l'aria se non ne disfi il refuso, e rimettere così a nuovo il gioco del ricercato, che, del resto, non ha limiti se non in quelle virgole e punti, in quelle gocce, diremmo, che ne tracciono sostanza del dire e sensazioni e voglie a trattenerne il fiato appresso ai compiuti di una qualche frase lasciata lì, a maturare.
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