Dannato torpore,
straziante impossibilità di movimento.
Il mio corpo, morente, giace freddo,
inchiodato in questo sudario di eterno dolore,
oblio della vuota esistenza.
Il concepimento dell’impossibilità mi fa impazzire,
percepisco il fallimento,
ogni singolo istante
del tempo illusorio
che inesorabilmente trascorre.
Oh, una volta morta, fisicamente morta,
immaginavo di poter tacere,
zittire l’ombra della mia interiorità
che, come un fantasma,
troppo percepibile da considerare irreale,
si annida nelle mie interiora.
Unico desiderio di raggiungere la bramata tomba,
alcova del perfetto silenzio,
dimora di estasiante solitudine.






















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