scritto il 13/11/2008 alle 11:08
racconti, vita

Il Re ed Io.
 
Sento l’amore avvicinarsi,
anche se lontano nella strada me ne stò,
perché basta un solo pensiero
legato a quel supremo sentimento,
che tutto il mio cammino
non è più fatica.
Nella strada che ho percorso fino ad ora
o mio compagno di viaggio,
di un amore ho raccontato
a tutti quelli che esploravano
come me il proprio animo.
Ed oggi è a te che dirò...
“C’era una ragazza che innamorata
con gli occhi del suo cuore,
dalla sua casa fuggì, in mattini freddi,
per scaldarsi ai piedi del suo Re.
Un Re che teso a prendere
non ebbe cura di quello che
il suo Dio gli offrì.
Così Lui fece festa con Lei
e per Lei imbandì tavole di parole,
facendole credere che i tramonti
su di un quadro,
fossero uguali a quelli che stanno in cielo.
Ma nei domani di cui Lui parlò,
non venne mai nessun pittore
a dipingerne la tela, anzi
venne il tempo in cui il Re
perse il trono e la sua corona,
così gli abiti e gli onori,
riducendo quel Re a mendicare.
Ma Lei con gli occhi di chi ama,
continuò a stargli al fianco
senza farsene una pena.
Allora il Re rapito dal suo egoismo
mille volte partì nella vana cerca
di un nuovo regno,
assicurando che il suo amore
voleva costruire,
ma i suoi castelli di sabbia
in riva al “Mare delle Illusioni” edificò.
Erano castelli dalle mura orlate,
dai ponti levatoi e dai cento passaggi segreti,
ma tutto ogni volta fu
dalle onde della vita spazzato via.
Lui allora come un bambino al suo
Dio chiese il perché?
- Perché non mi rispondi
quando affermo che l’amo?
E che son pronto finanche a morire
per Lei! -
In verità tutti sapevano
che preso dalla sua follia,
fu Lui che non udì voce e così risposta.
Per questo partì
errante per il mondo, alla ricerca
di quel che in realtà aveva già in se.
Nel cuore di Lei
da quel momento
si formò un lago salato,
le cui acque non furono mai portate
alla luce, perché gli occhi
di giorno non piansero mai.
Abbandonato da tutto e da tutti,
quel Re si trovò perduto e dimenticato
tra le macerie di una vita
che non ebbe vincitori,
ma solo un uomo sconfitto.
Questo perché chi crede
che l’arroganza, la tentazione,
l’egoismo, siano alla base di un amore
e di quell’amore il proprio Re,
non sa, di quel Re
che dinanzi al suo Dio s’inginocchiò,
pronto a scontare per amore le sue pene.
- Straniero dov’è quel supremo sentimento
di cui tu parli? - 
- E’ là, di fronte a noi, amico mio.
Dietro ai monti costruiti da quel Re! -
- Ma tu chi sei?-
- Ora, soltanto un uomo! -

Autore » © provaacapire
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Commenti
#1   13 Novembre 2008 - 12:01
 
Quasi una favola antica... che rispecchia il presente... e quanta verità nelle tue parole... troppo spesso l'egoismo cela agli occhi dell'anima le meraviglie di quanto abbiamo intorno...
un caro saluto Gio
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#2   13 Novembre 2008 - 15:56
 
una favola in versi...
ogni uomo innamorato e un re e colei ch ama la sua regina
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#3   14 Novembre 2008 - 07:37
 
un racconto piacevole

baci baci iry
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commenti (3)




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