
A che cosa somiglio l’amore?
Ai colori dell’autunno – lo somiglio.
Variegato il suo regno,
voluttuosi regala contrasti,
scabrosi timbri e teneri e garbati,
schietti gli intrecci e subdoli.
Uno stormo di foglie malinconico
il cielo acconcia,
melodici abbandoni
a una pena mi piegano sì grande.
Vieni amore vieni,
che un tremito mi prenda!
Dolce allorquando ascolto la tua voce
il mio cuore batte forte e si spaura,
un brivido di fuoco è nella carne.
La morte poi non è tanto lontana.
© francesco ballero - 6 novembre 2008






















Tema settimanale









