
Piango per te
ché comprendere
non vuoi.
Piango per te
ché non chiedi,
né vedi Il tuo bisogno.
Piango
per la stessa nostalgia
di queste lacrime:
stretti e pesanti
campanacci
che mi porto addosso
fino a piegarmi il collo
sicché, vagando
tremula
col capo chino,
da te pian, piano m’allontano.
Scostante mi eviti
come il resto del mondo.
Non vuoi
contaminarti
della lebbra d'un appestato.






















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