scritto il 19/08/2008 alle 13:01
racconti

Lavoro tra i tavoli del “Grand Hotel”,sfarzoso locale in stile barocco,dove la gente ricca viene a smaltire le proprie inquietudini quotidiane.
Passo i miei giorni tra tovaglie profumanti di bucato fresco, piatti e posate in argento e bicchieri in cristallo che brillano più di uno smeraldo.
I volti sono tanti: uomini,donne,fanciulle e ragazzetti raffinati, che passeggiano tra tartine di caviale e bicchieri di vino francese.
Gli uomini parlano d’affari e vecchie auto d’epoca; le loro donne,tra una risata e l’altra,parlano di libri e moda. I ragazzi,invece,discutano del loro futuro ambizioso,già scritto e programmato come il copione di uno spettacolo teatrale.
Sorrido mentre li servo ai loro tavoli; un sorriso di gomma e nausea. Loro non mi guardano neppure,o forse sì…considerandomi,solamente,un povero demente che sa a malapena servire ai tavoli,portando in equilibrio,sulle braccia, la loro cena.
I visi son tanti e quasi tutti uguali. Uomini slanciati con la loro riga perfettamente pettinata e colorata per coprirne il grigiastro colore della vecchiaia.
Le donne ornate di gioielli e profumanti come orchidee; ed i loro figli vestiti a damerini, con l’aria di chi sa tutto o forse anche di più.
Ed ecco lei…la più intrigante,la più misteriosa,
o forse solamente la più normale.
Teresa…l’unica donna che sembra non centrare nulla con tutti gli altri; l’unica che sembra venuta fuori da un altro film.
Non tanto alta,magra e sensuale;capelli rossi e ondulati, gli occhi da diamante e le labbra sottili e rosee. Non più di quarantadue,quarantatre anni di età.
Sta sempre seduta al tavolo quattro,con l’aria di chi si annoia a morte,mentre ascolta le civetterie delle sue amiche.
Servo io al suo tavolo…le porto caviale e salmone,lei,però,mi chiede se è possibile avere una leggera insalata di verdure.
-Certo madame – (rispondo io).
Ed ecco che ad un tratto rimango incantato…assorto; i suoi occhi si scontrano con i miei e le mie pupille vengono abbagliate fino alle tempie che sembrano scoppiare ed impazzire d’incanto.
Lei sorride…sorride e sposta indietro i capelli soffici e profumati;il suo è un sorriso fresco,ingenuo,irradiante.
Faccio cadere il vassoio,mi guardano tutti con stupore. Qualcuno accenna un sorriso, qualche altro mi dà dell’idiota;io non ascolto…davanti a me c’è solo lei, tutto quello che mi circonda è lontano anni luce dalle mie percezioni.
Rimango a guardarla per tutta la sera,poi,quando sta per andar via, m’inchino per salutarla, lei sorride e ricambia il mio saluto.
Non dormo da tre notti…la mia mente è stata invasa da Teresa; i miei occhi hanno sempre la sua immagine fissa davanti, senza scomparire mai…neppure per un piccolissimo istante.
Son passati tre mesi e finalmente oggi l’ho rivista…ancora una volta ho fatto cadere il vassoio. Il perfetto replay di tre mesi fa : vassoi giù…sorrisi,commenti e lei…lei davanti a me e poi nulla,nient’altro.
Ai miei occhi appare sempre più bella, solare come non mai…direi celestiale.
Mi chiamano in cucina per prendere i piatti da servire al tavolo quindici ma, mentre li sistemo sulle braccia, un profumo delicato mi inebria di dolcezza, mi volto : lei !
Ecco fatto ! ancora una volta tutto giù per terra : piatti e porzioni… ma io fermo, immobile davanti al suo splendore. Lei sorride, e mi dice:
-E’ un vizio il suo,dunque.-
Io le chiedo scusa, poi mi domanda se è possibile ordinare la solita insalata.
-certo (rispondo io), gliela servirò personalmente.-
Parlo,ma la mia mente si chiede come mai è venuta qui in cucina;poteva benissimo chiedermelo al tavolo?! e poi perché io, perché lo chiede a me, avrebbe potuto ordinarla ai camerieri in sala, chissà? !
Nel frattempo va via;io la fermo, lei si volta. Io un idiota, pensate: cuore su di giri, l’anima levita su e giù per la stanza, ed io… io cosa le dico :
-madame, vuole l’olio sull’insalata oppure no?-
Ma cosa sto dicendo… “ vuole l’olio oppure no “ ! che imbecille,un perfetto idiota!
Lei sorride e va via verso la sala gremita.
La serata scivola via come sempre, tra portate di ogni genere, e lunghi e noiosi discorsi d’affari.
Ore 24:00
La cena sta per terminare, i signori lascino la sala, e anche Teresa va via.
Mentre sto per sparecchiare il suo tavolo, sento una mano posarsi dolcemente sulla mia spalla destra.
Mi volto, è lei. Stavolta ,per fortuna, non mi cade nulla dalle mani, ma il cuore… quello torna a battere come un forsennato.
Mi prende la mano, e sul palmo poggia una bella banconota da cinquanta euro, poi va via.
Ed io…io il solito allocco: fermo,impalato, nessuna sillaba dalle mie labbra.
( Eh no, eh no Giovanni! Questa volta devi correrle dietro, non puoi startene qui senza dirle neppure un grazie).
Le corro dietro, la trovo sulle scale, la chiamo, lei si volta :
-scusi madame, volevo…(basta balbettare) volevo ringraziarla e augurarle una buona nottata.-
Lei mi chiede quando avrei finito il mio turno di lavoro – adesso – rispondo io.
-Allora che ne dice di farmi compagnia fuori,giù in giardino per un po’ ?-
Pensate: lei, una donna così chiede a me di accompagnarla per una passeggiata !
Un colpo per le mie giovani coronarie; roba da restarci secchi all’istante !
-Si (le dissi), senz’altro.-
-Grazie mille. Sa, mio marito è troppo stanco per farmi compagnia; sarà di sicuro già a letto, ed avrei voglia di guardare le stelle per un po’.-
-Ha ragione, stasera è una serata fantastica; il cielo è pieno di stelle, è un vero spettacolo di luci meravigliose.-
-Comunque, il mio nome è Giovanni, Giovanni Leone.-
-Il mio è Teresa.-
Passeggiamo inseguiti dalla luna piena; Teresa è uno spettacolo, il suo splendore è immenso.
La luce lunare la rende ancor più bella e sensuale, e poi il vento che le accarezza i capelli, la mostra ingenua, ragazzina.
Ci accomodiamo su una delle panchine accanto al laghetto, lei mi chiede:
-come mai hai scelto di lavorare qui al “ Grand Hotel” ?-
-Beh! Direi che più di una scelta, si tratta di una cosa un po’ obbligata, visto che di lavoro, di lavoro vero non se ne trova proprio da nessuna parte.-
Ad un tratto,però, il suo volto diventa scuro, triste. Le chiedo cos’abbia, ma lei non risponde, mi dice di essere solo un po’ stanca.
-Se vuole la riaccompagno dentro (le propongo io) ?-
-Non ti preoccupare.-
-Posso fare qualcosa per lei ?-
-Sì,inizia a darmi del tu, quel lei mi fa sentire vecchia.-
-Vecchia! Scherza? Lei è una ragazzina!-
-Ti ringrazio, ma l’età purtroppo c’è e avanza di giorno in giorno, comunque potresti fare qualcosa per me !-
-Dica,dica; tutto quello che vuole.-
-Portami a far l’amore!-
Oh mio Dio, portami a far l’amore! Sto per svenire! Lei, una donna di tal classe, di tal bellezza e intelligenza, mi aveva appena chiesto di portarla a far l’amore!
Ecco nuovamente : cuore in gola, mani gelide e sudate, occhi spalancati e fissi come quelli di un pesce fuor d’acqua, poi:
-come ha detto… cioè come dici…?-
-Hai capito bene, portami a far l’amore!-
-Ma…lei…lei…cioè tu,tu sei sposata?-
-Lo so, e allora?-
-Cioè, vorrei dire…. Ecco,insomma…-
-Hai ragione, io sono sposata, ma mio marito è piatto, monotono, pensa soltanto al suo lavoro e a quelle sgualdrinelle dell’ufficio. Io invece mi sento sola;sola con le mie giornate passate tra i pettegolezzi delle amiche e l’eterna paura d’invecchiare. Ho bisogno di nuove emozioni, di risentire l’alito della giovinezza, e tu sei la persona giusta.-
-Ma io non so se…-
-Devi solamente darmi un sì o un no !-
-Sì,però…-
-Però cosa!forse non ti piaccio o cos’altro ancora?-
-No, no anzi lei…lei è la donna più bella e intelligente che io abbia mai conosciuto prima.-
-E allora cosa stiamo aspettando, portami nel tuo nido e prendi la donna che è in me, dai sfogo alle tue perversioni più intrinseche.-
Teresa stava per venire a letto con me;incredibile, una favola, un sogno! Non accendete la luce,vi prego ,non voglio svegliarmi!
Eccoci nel mio appartamento; un totale caos come sempre. Prendo qualcosa da bere dal carrello dei liquori,poi,ad un tratto, mi ritrovo Teresa nuda di fronte a me;un attimo dopo ci ritroviamo entrambi nudi e palpitanti sul mio letto freddo e disfatto; due ore di passione senza sosta, due ore in cui il mio corpo si sente in tutto e per tutto un tutt’uno con il suo.
Esausti ci ritroviamo l’uno stretto all’altra:
-Mi hai ridato quella freschezza che mi mancava da anni ormai; hai ridato alla mia pelle quel brivido che non assaporava da troppo tempo, i mie seni sono tesi e duri come corde di violino.
Grazie Giovanni, hai ridato al mio cuore l’emozione della prima volta.-
 
È giunto l’inverno, io e Teresa ci amiamo instancabilmente tutte le settimane, carichi di passione e desiderio incontrollabile, come due adolescenti alla scoperta dei loro corpi.
Stasera ci siamo incontrati per l’ennesima volta, abbiamo fatto l’amore tutta la notte;suo marito non c’è, è andato via per lavoro:
-Ti amo Teresa; ti amo e voglio fuggire via con te…fuggire ovunque potremmo vivere in libertà la nostra passione.-
-Ma cosa dici, di quale amore parli!-
-Il nostro, il nostro infinito amore!.-
-Spero che tu stia semplicemente scherzando Giovanni?-
-No.. non capisco, che vuoi dire?-
-Io non ti amo… non ho mai parlato d’amore, ho sempre parlato di sesso,sesso allo stato puro!-
-Ma… ma io pensavo che il nostro fosse ormai diventato un grande amore sincero?-
-Tu sei un pazzo! io non ho alcuna intenzione di distruggere il mio matrimonio per un ragazzino poco più che ventenne, ed inoltre, protesti essere mio figlio!-
-No…non puoi farmi questo, non puoi prendere il mio cuore e ridurlo a brandelli in un attimo come un vaso gettato in terra! Vattene, vattene lurida sgualdrina! Già, sei solo una sgualdrina che si è approfittata di me, che ha conquistato il mio corpo per riprendersi le sue rivincite su un marito che non l’ama più!-
-Io non ho usato nessuno, ne eri conscio, potevi tirarti indietro se lo volevi, ed invece tu hai accettato, ed ora mi ripudi. Benissimo, sai quanti altri ventenni arrapati e bavosi posso trovare, anche migliori di te !-
-Non voglio più sentire un’altra frase uscire dalle tue luride labbra. Lasciami e scompari dalla mia vita per sempre, vai a cercare il tuo trono di sesso su un altro corpo!-
 
Teresa se ne era andata, ed io ero solo in lacrime con la speranza che lei tornasse,che mi dicesse che era stato solo un gioco,uno scherzo…ma l’attesa fu inutile.
Sono passati due anni da quel giorno, lavoro ancora tra i tavoli del “ Grand Hotel”, ma di Teresa nessuna traccia; Io ho conosciuto Eleonora, una mia coetanea; niente a che vedere con la fatal Teresa. Eleonora mi ama e tra un anno ci sposeremo.
 
 
 
“L’amore è venuto a trovarmi
dentro un abito di seta a fiori
mi ha rapito col suo odore di carne
col diamante dei suoi occhi
Ho strisciato fra le sue lenzuola
strappandone le sue sottane
Mi ha sedotto con le curve sinuose
con parole tenui
Ho incontrato l’amore
tra i tavoli del Grand Hotel
ma di me ha succhiato tutto
svestendomi dei miei piaceri
Ha rubato la mia vita…
per la sua…”

Autore » © poetanelcuore
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Commenti
#1   19 Agosto 2008 - 14:05
 
Racconto molto particolareggiato, descrizioni dettagliate e immagini riportate lo rendono una lettura piacevole e interessante.

La redazione
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#2   19 Agosto 2008 - 18:41
 
Un pezzo di vita il tuo...descritto nei minimi particolari..Un amore il tuo, purtroppo finito e che tu non dimenticherai mai..E' troppo semplice dire e consigliare di vivere tutto al momento e godersi ogni istante..Ma tu come ben dici alla fine porti dentro il segno lasciato da questa donna..e mai nessuna donna tu amerai nel modo in cui hai amato Lei..Un racconto sofferto il tuo, l'ho
letto davvero con piacere..complimenti
un sorriso
criss

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#3   20 Agosto 2008 - 10:15
 
un racconto piacevolissimo che intriga...efficace la descrizione di un amore giovanile che si è radicato per sempre in fondo al cuore...bravo/a, saluti
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