Poi qui ora tra il mesto e un raggio di sole su foglia verde liscia
Andante poco mosso verso l’attimo l’animo s’arena sulla collina scarna
La scaleremo da sinistra se la destra ci sarà occupata dai carri
Prenderemo con noi della verdura fresca ad assetarci l’arsura
Del mosso, la distesa di sabbia verso settentrione la mecca in alto
Delle pene se noi ignavi tra gli ignavi berremo un sorso di frescura
Alle fontane della fede porta due corone o due corolle celesti e bianche
Come i sospiri del vento e un aquilone stanco che ancora a mezz’asta
Si lascia sollevare dalle speranze se la terra è umida più sotto
Ai vermi di una poltiglia la carne è bella fresca stamattina alle otto e dieci
Desidera la rosa e la vuole ancora vergine di sguardi ai viandanti ligi
Che la vedono come la prima volta colta nell’attimo del credente in fieri
Senza danno e ai cui petali piegarsi di schianto le promesse profanate
D’un tempio asettico di moto ondoso ai perdenti. Ti giuro sulla pietra,
ti giuro su di me che non mi partii senza assicurazioni prepagate
o fedine penali di giustizia arresa.
Innata dicesi porta con te una coscienza e io la presi a rimorchio degli altri
Quando il mio io si svegliò sul presto delle tre ci alzammo e vi leggemmo
I miracoli del cuore, piangemmo il Signore Dio nostro portaci con te
Anche in terra sui banchi di un asilo politico, sui banchi di una scuola adunca
Di scienze molli e di morali pubbliche ai lati dell’ingresso principale aperto
Volgemmo gli sguardi ad oriente e c’era ancora la Cina con la sua bandiera
Di rosso sangue col quarto di luna che a noi mancava alla troppa luce dell’io
Siamo noi fummo fugaci assertori di una ragione illuminata di quanti, di noi
Ancora nelle spirali di un pil asceso alle cronache del funesto se ad una cifra
La divisione portava poco resto prendi due tangenti e moltiplicale per cinque
Facemmo 10 con lode agli onesti e pace in terra agli uomini di buona volontà
Ti pregammo ancora per gli infedeli di una loggia o di una P2 o di una camorra
‘Ndranghea o mafia a dir si voglia ci cascarono i voti e venne eletto l’Unto
Il bisunto e ci bagnammo di nuovo nell’Eufrate delle tv di stato che di stragi
& promesse divennero i nuovi Unni non cresce un filo d’erba se passan l’oro
Del Reno o dell’arena asiatica i nitili del mare.
Tali parole ci furono da loro porte sui portali del tempio statico nostrum e di fede
Vostram scanzia principale sul lato ovest del monte italia la nostra pronipote
Che nascerà tra venti anni e passa senza armi e con bandiera bianca di lino
Vergine di nido.
La cattedrale era occupata dai gendarmi in parte attenti e in parte distratti
All'occorrenza.






















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