scritto il 12/08/2008 alle 14:57


 

 

Poi qui ora tra il mesto e un raggio di sole su foglia verde liscia

Andante poco mosso verso l’attimo l’animo s’arena sulla collina scarna

La scaleremo da sinistra se la destra ci sarà occupata dai carri

Prenderemo con noi della verdura fresca ad assetarci l’arsura

Del mosso, la distesa di sabbia verso settentrione la mecca in alto

Delle pene se noi ignavi tra gli ignavi berremo un sorso di frescura

Alle fontane della fede porta due corone o due corolle celesti e bianche

Come i sospiri del vento e un aquilone stanco che ancora a mezz’asta

Si lascia sollevare dalle speranze se la terra è umida più sotto

Ai vermi di una poltiglia la carne è bella fresca stamattina alle otto e dieci

Desidera la rosa e la vuole ancora vergine di sguardi ai viandanti ligi

Che la vedono come la prima volta colta nell’attimo del credente in fieri

Senza danno e ai cui petali piegarsi di schianto le promesse profanate

D’un tempio asettico di moto ondoso ai perdenti. Ti giuro sulla pietra,

ti giuro su di me che non mi partii senza assicurazioni prepagate

o fedine penali di giustizia arresa.

Innata dicesi porta con te una coscienza e io la presi a rimorchio degli altri

Quando il mio io si svegliò sul presto delle tre ci alzammo e vi leggemmo

I miracoli del cuore, piangemmo il Signore Dio nostro portaci con te

Anche in terra sui banchi di un asilo politico, sui banchi di una scuola adunca

Di scienze molli e di morali pubbliche ai lati dell’ingresso principale aperto

Volgemmo gli sguardi ad oriente e c’era ancora la Cina con la sua bandiera

Di rosso sangue col quarto di luna che a noi mancava alla troppa luce dell’io

Siamo noi fummo fugaci assertori di una ragione illuminata di quanti, di noi

Ancora nelle spirali di un pil asceso alle cronache del funesto se ad una cifra

La divisione portava poco resto prendi due tangenti e moltiplicale per cinque

Facemmo 10 con lode agli onesti e pace in terra agli uomini di buona volontà

Ti pregammo ancora per gli infedeli di una loggia o di una P2 o di una camorra

‘Ndranghea o mafia a dir si voglia ci cascarono i voti e venne eletto l’Unto

Il bisunto e ci bagnammo di nuovo nell’Eufrate delle tv di stato che di stragi

& promesse divennero i nuovi Unni non cresce un filo d’erba se passan l’oro

Del Reno o dell’arena asiatica i nitili del mare.

Tali parole ci furono da loro porte sui portali del tempio statico nostrum e di fede

Vostram scanzia principale sul lato ovest del monte italia la nostra pronipote

Che nascerà tra venti anni e passa senza armi e con bandiera bianca di lino

Vergine di nido.

La cattedrale era occupata dai gendarmi in parte attenti e in parte distratti

All'occorrenza.

 

 

 

 


Autore » © ormedelcaos
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Commenti
#1   12 Agosto 2008 - 16:57
 
Dio mio, che brunire di scudi sciolti !
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#2   12 Agosto 2008 - 23:10
 
Complimenti...


Donatien
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#3   12 Agosto 2008 - 23:40
 
Wow..e qui mi ci devo soffermare proprio sig. caos per renderle merito.. :)
criss
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#4   12 Agosto 2008 - 23:49
 
Si davvero molto bella nonostante le sue strade siano tortuose e piuttosto ripide per la mia mente signor caos ma non si preoccupi troppo è un mio limite quello di non saper mai percorrere il percorribile
quello di non saper mai leggere il leggibile
concludo col dirle che i suoi scritti pur caotici mi piacciono per gli elementi apportati.
è con stima che la saluto.
bluesax

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#5   13 Agosto 2008 - 02:39
 
Un vortice di parole in cui il lettore si perde tra i meandri intensi del contenuto e le varie diramazioni a cui il testo invita alla riflessione.

La redazione
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