bellosguardo quantunque rifratto,
rifredi l’esistenza d’una panca
la sedicesima a partire dal basso,
l’avvenire un cristallo fermato
al giustacuore di cotone imbastito,
cos’era, com’è trovarsi bene se
il sole non cambia stato alle cose
in apparenza per bene, fluttuanti
in harem di grandi progetti,
fughe, spartiti in sol maggiore,
una vita consegnata al profitto
e alla furia di cocci e avvocati,
di per sé spartizione di beni ed
elementi meccanici, fretta
figli, qualcuno bussa inesausto
al ruolo di principe abdicato,
che incidono cartigli su tela
nell’onda casuale del colore
e i capelli mossi sfumano,
un’ultima volta
eppure la prima






















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