Cerco d'aprir la porta
massiccia delle pene
ancora una veduta
e vengono scacciate
tristizie d'atmosfera
ecco farsi avanti
invitasi entrare
con alloro cinto
raggiante
uno spicchio di luna
nella muta sera
intorno aleggia
fuori
profumo di primavera
e sembra parlare
il silenzio
del riemerso bene
invero chiudesi
sono quattro adepti
in nero
con mani di bianco agguantati,
la cassa dei ricordi
bloccato resterà
incerto
come sudario freddo
riemergono vicende
ritornano semine...
minimi i raccolti
echeggiando sol dolori
e su quel sagrato
rievocar virtù
in vita...
falsità
chè visse nell'inferno
ora è tempo per pensare
"Amen"






















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