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D'oro e di paglia (neraorchidea), di ciglia nere e labbra rosse (bruno6amore), correvi sulla sabbia, (ormedelcaos), nell’ombra furtiva di un tempo di fate (serenella0), il filo nella mano (essiamonoi). Io legato appeso allo spago a sperar d'esser portato via (bruno6amore), in questo cielo sfruttando il vento (cacaumonte), sulle nuvole rotonde, giallo come l'ultimo girasole (neraorchidea).
All’ombra leggevo (Renato Finotti), gli occhi assonnati dell'immenso (Antonio Paoletti) illuminato appena da un respiro di bosco, da una tregua fatale (neraorchidea) ai tuoi piedi ridendo.(Grizabella1)
Squarci di rosa sul mio rigo di voglia nel buio celeste che imbianca la sera (serenella0).
E correvi, correvi, correvi, (ormedelcaos) nell’eco festosa d’un morbido inganno, (serenella0) per poi ridiscendere(m0rgause) nel vivere di un attimo, (LaPiccolaVoce) in cerca di un prato, un campo esposto ai venti, roseo di carne, (m0rgause) tra il sentire conosciuto e la libera esistenza.(FolliaDiJuliet)
La mano riparava dalla luce (essiamonoi), disperdendo sensi a cascata. (iry50) Ondeggiava ad ogni refolo (bruno6amore) in un pozzo di mare (serenella0).
Allago mie vene
di estesa tua angoscia
ti curo, mio bene
con tesa attenzione al silenzio
mago, come,
perlustro i campi del nulla
un dono ne traggo
tua pelle trafiggo e indago
con mano devota, sapiente
tua fronte detergo
e il sale gusto di tuo sudore
crudele è amore
gioioso e incosciente
in tal lago m'immergo.
dalle ali luccicanti,
che ogni giorno
mi guarda incuriosita.
E' una fatina
dal viso dolce
che non si stanca di fissarmi.
E' una fatina
che con i suoi occhi tristi
mi illumina
la vita.
In un mondo pieno di uomini
orizzontali o verticali
-in realtà la differenza
è poca-
il tuo sesso
ha davvero le ali.
Trionfante vola sopra la terra,
proietta ombre inquietanti
sui corpi delle donne,
sale alto nel cielo
come un impavido aquilone
esposto ai venti, roseo di carne,
per poi ridiscendere
in cerca di un prato, un campo,
un umido boschetto
dove finalmente
potersi riposare.
Lo chiamerò aquilone Icaro...
è così sicura la caduta....
“Qui il fango è fatto dei nostri fiori. - …dei nostri fiori blu, lo so.”*
Ci stiamo sognando, mentre a cavallo attraversiamo la storia, verso Parigi.
Chi passa la vita a tinteggiare la staccionata della chiatta, che non ha di meglio da fare che imbrattarla d'insulti.
Io a dipingere disegni infantili sulle pareti di alcune caverne del Périgord.
Che bella idea che ho avuto
nel cimentarmi a fare il poeta.
Mi spiego non perchè io sia un
dispensatore di perle,
anche se tra le tante ostriche che
si schiudono con dentro solo qualche
granello di sabbia bagnata dalle
gocce dell'immenso mare, ve n'è
qualcuna che a sorpresa regala
qualche piccola sfera argentea.
Ma la meravigliosità di questo
pianeta che si chiama Poesia sta
nella sua stessa intrinseca Natura,
nelle sue foreste, nelle sue valli desolate,
nelle sue montagne rocciose, nelle sue distese
di ghiaccio, nelle sue oasi fiorite.
C'è posto per tutti, ognuno è libero
di percorrere questo luogo incantato, ciascuno di noi
può decidere se stare solo oppure in compagnia,
potendo così sottrarsi a piacimento, da un mondo
altrettanto ammaliante e altrettanto unico, ma nel quale
si è vincolati da delle regole di convivenza quanto meno
originali, dove si vuole ancora misurare la diversitÃ
tra gli Dei che lo popolano un po' come si misura
la grandezza di una regione geografica, lasciandosi sfuggire invece
i colori, i profumi, l'intensità del vento, la mutabilità del clima,
dei quali ogni ecosistema è caratterizzato.
Nel Pianeta Poesia, il fascino delle calotte artiche mi è quasi
irresistibile seppur comprendo che
con gran fatica potrei viverci a lungo, come con altrettanta
fatica potrei sopportare i 50 e più gradi del terribile
deserto infuocato. Ma quando guardo le sue dune,
quando vedo sollevarsi la sabbia mossa dalla forza di Eolo,
quando resto abbagliato da strani miraggi mi chiedo:
Perchè, nel pianeta in cui vivo tutti i giorni,
non riesco a vedere l'uomo, con gli stessi occhi?
Perchè non sempre?
Qui dove il mare luccica e tira forte il vento su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto. Te voglio bene assaie ma tanto tanto bene sai è una catena ormai che scioglie il sangue dint'e vene sai. Vide le luci in mezzo al mare pensò alle notti là in America ma erano solo le lampare e la bianca scia di un' elica senti il dolore nella musica si alzò dal pianoforte ma quando vide la luna uscire da una nuvola gli sembrò dolce anche la morte guardò negli occhi la ragazza quegli occhi verdi come il mare poi all'improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare. Te voglio bene assaie ma tanto tanto bene sai è una catena ormai che scioglie il sangue dint'e vene sai. Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro ma due occhi che ti guardano così vicini e veri ti fan scordare le parole confondono i pensieri così diventa tutto piccolo anche le notti là in America ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica ma sì è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto. Te voglio bene assaie ma tanto tanto bene sai è una catena ormai che scioglie il sangue dint'e vene sai testo di Lucio Dalla Qui a Rimini stanotte è la notte rosa. Quale migliore occasione per una dedica a tutte le mie donne.
Cercando ferite e mutilazioni
che con il dolore e lo strazio di carne
aiutino il cuore a portare la pena
del martirio invisibile che sbrandella ogni fibra:
assisto impotente a questa tortura,
ondate di spasmi s'irradian da dove,
violato, il mio corpo rifugge dai colpi
ma s'aiuta, col pianto di questo soffrire,
a coprire le fitte dell'animo in pezzi.
Ma come le gocce sull'acciaio rovente
appaiono ruggenti per pochi secondi
poi sono per sempre nel nulla svanite,
cosi' nel mio cuore ben presto il patire
si fa gigantesco spezzandomi in due.
Almeno, esaurito dall'orrore compiuto
riesco a dormire ancora una notte:
domani mi aspetta un nuovo travaglio,
un'ondata impetuosa di tribolazioni,
la continua agonia di un cuore attaccato
all'amore che scappa dall'essere amato.
Bando di concorso LietoColle
per la partecipazione gratuita a
Antologia poetica
R O S S O
tra erotismo e santità
Spritz Letterario
[leggerezze o forse no]
Per iscrizioni e donazioni 2009 c/c postale 68247154
iban: IT 90 U 07601 02000 000068247154
Intestato a Manuela Verbasi causale: iscrizione Ass.ne Salotto Culturale
Rosso Venexiano